L’Ambiente all’ArtAttack summer Festival

Obiettivo del Festival è stato ragionare con una attenzione sincera nei confronti dell’Impatto Ambientale.

Alcune considerazioni nate attraverso il confronto con Osman Arrobbio, amico, esperto e attento conoscitore delle problematiche ambientali.

Riflessioni

Un Festival è una festa?

O: Se l’evento è una festa, la festa è un momento in cui eccessi o infrazioni dovrebbero essere permessi in misura maggiore rispetto alla vita di tutti i giorni. Se le cose stanno così, allora non sta bene dire di consumare meno proprio durante una festa.

Il fatto è che la vita di tutti i giorni è già di per sé una festa, perlomeno dal punto di vista energetico e dell’impatto sull’ambiente. Se la vita di tutti i giorni è una festa (nel senso di cui sopra, quindi illogica e irresponsabile) allora l’evento festivo dovrebbe contribuire a portare logicità e responsabilità. Messaggi che tentano di riportarci a ciò ce ne sono a iosa, ma i messaggi di per sé non bastano. Devono essere messi in pratica. Chi organizza un evento ha la possibilità di mostrare il messaggio. Si tratta di sperimentare altre regole: le regole di un mondo che ancora non c’è.

Quindi cerchiamo di creare un piccolo isola “Felice”?

O: L’evento non dovrebbe essere un momento o un luogo completamente separato dal mondo circostante, ma dovrebbe essere un momento di applicazione di quelle che potremmo definire buone pratiche. Queste sono sia inerenti alle attività proprie dell’evento, ma possono anche essere inerenti ad attività esterne all’evento in sé.

Senz’altro il primo “allargamento” dell’evento è quello che riguarda gli spostamenti per andare e ritornare dall’evento. In questo senso locandine e informazioni devono contenere indicazioni su: linee dei mezzi pubblici per arrivare, piste ciclabili più vicine,  notizie su bike e car sharing, taxi, ecc.

Siamo a buon punto?

O: L’organizzazione dovrebbe occuparsi di dare agli utenti tutte le possibilità per compiere atti responsabili. Questo avviene sia dando informazioni su come rifare ciò che, fatto dall’organizzazione, può essere rifatto a casa propria, sia predisponendo una organizzazione logistica che agevoli taluni comportamenti. Ad esempio, la diffusione capillare di cestini per la differenziata è d’obbligo. (Ed è tanto più valido e coerente quanto più “a monte” si è cercato di ridurre l’utilizzo di materiali usa e getta, ad esempio).

E il KM 0:

La scelta di utilizzare birre artigianali e locali, ad esempio, fa sì ridurre il consumo di energia per il trasporto ecc., ma riduce anche il potere dell’industria alimentare nonché dei metodi di produzione industriale in generale.

La scelta di ridurre il volume dell’amplificazione riduce sì il fabbisogno energetico, ma crea al contempo la possibilità di una redistribuzione del potere fra il palco e gli spettatori. Ora, la creazione di un focus comune d’attenzione è una parte centrale di un evento, ma se si riesce a fare in modo che questa non derivi semplicemente dal potere di controllo dei watt, tanto meglio.                        I balli di gruppo (etnici ad esempio) sono un esempio di co-produzione dell’evento da parte di musicisti e pubblico.

Rimane quindi importante evitare di fare terrorismo psicologico sui consumatori evitando però al contempo che questi credano, per il fatto di avere differenziato i rifiuti, di avere ascoltato musica “compensata” dalla piantumazione di alberi, ecc., che il loro impegno debba fermarsi lì.

A questo proposito è opportuno fare in modo che, se da un lato NOI dobbiamo rendere pubblici gli obiettivi raggiunti, dall’altro dobbiamo anche fare presente le difficoltà incontrate nel raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi, individuando soggetti e meccanismi responsabili di questi impedimenti.

A tal fine viene redatto un manifesto in cui si pongono delle linee guide per raggiungere alcuni standard prefissati. In primis una impostazione a km “0″ dei prodotti e delle bevande date in mescita . In secondo luogo incentivando durante le giornate la forma acustica quando possibile per le rappresentazioni musicali e teatrali con l’esclusione dei concerti serali, il recupero dell’impatto ambientale attraverso forme di compensazione, la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti e la limitazione delle strutture organizzative.

L’approccio a tale obiettivo è  aperto alla totale trasparenza,  ponendo le linee guida non come vincoli in termini assoluti ma come obiettivi alla cui realizzazione saranno concentrate le maggiori energie possibili, e su cui, al termine del festival, verrà redatto un documento nel quale saranno evidenziati sia i traguardi raggiunti che le difficoltà incontrate e gli eventuali punti disattesi, per dare a questo impegno non un aspetto propagandistico, ma un reale significato di valore.

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Scritto il 2 July 2010 | Nessun commento

Categoria: Scroller | Tags: ,

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